2016 –

The Guardian Animals + other invisible beings - Moretti Gallery, London

Installazione site specific alla Moretti Gallery London per Frieze Art Fair 2016

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Valentina​+​GiuliaZ​+​Lauretta​+​Paola​+​Matilde​+​Giovanni​+​Ugo​+​Pietro​+​Luca​+​Laura​+​Samuel​+​Nico​+​Lorenzo​+​Nuru​+​Francesco​+​GiuliaG

Per immaginarsi questa installazione è utile pensare ad una batteria. 
Entrando, nell'aula centrale e in quella di destra, abbiamo il polo positivo, il polo bianco dei disegni su carta, creature oltre-zoologiche che sono gli Animali Custodi dei ragazzini in atelier.
Titolo:
The Guardian Animals.
Nell'aula di sinistra, abbiamo il polo negativo, il polo oscuro, disegni neri su fondo nero, creature che sono la versione entomologica dei 7 vizi capitali.
Titolo:
Other invisible Beings.
Ognuno dei tre ambienti ha come Immagine Guida un capolavoro della storia dell'arte italiana conservato nella collezione Moretti Gallery:
- L'angelo custode di Carlo Dolci (Firenze, 1616-1686).
- Sant'Antonio Abate di Luca Signorelli (Cortona, 1445-1523)
- San Michele Arcangelo di Andrea de Bartoli (Bologna, 1350-1377)

                                        The Guardian Animals
                                          (Two White Rooms)

             ...The Animal Guardians are surely among the oldest theophanies
             in the religious life of mankind. 
                                                             Ivan Paulson, The Animal Guardian

L’Immagine Guida della  prima Aula Bianca d'ingresso della galleria è l’Angelo Custode di Carlo Dolci, il più importante pittore fiorentino del ‘600.
Abbiamo scelto questa immagine perché incarna affettuosamente la Figura della Protezione per antonomasia: l’Angelo Custode.
Come l’Angelo di Carlo Dolci, quasi tutte le creature dell'Atelier esposte in queste due stanze della galleria sono Figure della Protezione. Potenti ed energiche, affettuose ma anche violente, se necessario.
Non sono creature cattive, quasi mai vendicative, agiscono per legittima difesa, per una sorta di riequilibrio delle parti, una pratica della Giustizia, qui e ora, sulla Terra.
Nell'altre aula di destra dei disegni a fondo bianco, Immagine Guida è un piccolo e prezioso Sant'Antonio abate di Luca Signorelli. 
Protettore degli animali domestici, questo accostamento rilegge questa parte dell'installazione come una piccola stalla in cui riposano e si mostrano creature che sono di casa per i nostri ragazzini, figure della protezione come dicevamo a difesa dalla durezza della meccanica delle necessità del quotidiano. 
  

                                           Other invisible Beings                                                                             
                                             (One Black Room)

                                 
   I want to tell you now about the insects to whom God gave “sensual lust” ...
                                                         F.M.Dostoevsij, The Brothers Karamazov                                              

Immagine Guida dell'Aula Nera di sinistra è un opera su fondo oro del pittore trecentesco Andrea de Bartoli che raffigura San Michele Arcangelo:
A afre da contraltare alla potenza luminosa di questo capolavoro, troviamo dei lavori assolutamente inediti per l'Atelier in un progetto realizzato dai soli ragazzini dell’Atelier dell’Errore BIG, i maggiorenni che lavorano all’interno della Collezione Maramotti e nelMuseo di Bergamo e che sono la punta di diamante di tutto l’atelier.
Tecnicamente, la prima sfida proposta è stata quella di rispondere all’intensità e all’assolutezza della luce di un fondo oro, per via negativa, con il suo opposto, cioè il nero, lavorare su un fondo completamente nero. Perché non fosse solo una semplice e veloce scelta decorativa la richiesta si completava fornendo loro solo: matite/grafite.
Quindi disegno nero su fondo nero: Black on black o per meglio dire: Black is back
Ai ragazzini di BIG piacciono molto le sfide, si caricano, si entusiasmano.
Ne è nato un corpo a corpo fra i Maestri dell’atelier e questa tecnica che non permette errori …. i risultati si commentano da soli.
Anche il Tema proposto non era dei più semplici.
Per misurarsi con l’elemento più zoomorfo del dipinto, che è la presenza luciferina ai piedi dell’Arcangelo, su intuizione di Nico, uno dei ragazzini Maestri di BIG, abbiamo proposto un tema sostanzialmente classico in una versione assolutamente contemporanea:
la rappresentazione e rivisitazione dei 7 vizi capitali in chiave entomologica.
Questo ci ha permesso di rimanere fedeli al nostro tema unico: quello zoologico, meglio la oltre-zoologia o la zoologia profetica che è la specialistica assoluta dell’atelier.
Così, i maestri dell’Atelier dell’Errore hanno immaginato insetti che incarnano il vizio…. mai visto, mai sentito…più facile a dirsi che a farsi:
avete mai immaginato una formica indolente, un po’ annoiata ed inattiva, classicamente accidiosa? O uno scarafaggio monotematicamente lussurioso? Una blatta obesa che ingurgita fino a scoppiarne? O ancora, una vespide superbamente anoressica?
Spesso in atelier ciò che a noi normaloidi risulta difficile, complesso o fuori luogo, si rivela semplice, quasi ordinario, fino all’ovvietà.

 

                                                    The Fairy Queen
                                                   
(Video Installation)

Nella vetrina centrale delle tre che danno direttamente sulla centralissima su Ryder Street abbiamo progettato una video installazione: The Fairy Queen che prende il nome da un video girato con Lauretta, una delle regine dell’Atelier.
Nel video girato nella Collezione Maramotti, Laura si sta esibendo in una danza, una performance per evocare gli spiriti del disegno una sorta di Ginnastica dell'Anima.
Una sorta di nuova creazione del mondo, in cui lei diventa il nostro mediatore (Metaxu) fra la Terra e il Cielo. Punto focale il momento in cui Lauretta uscendo dal lato superiore del fotogramma, ha accesso a territori a noi negati, lì si immerge per leggere il mondo dall’alto, per consultare le stelle, interrogare le nuvole.  Poi scende per tornare di nuovo fra noi normaloidi, e con il disegno, con il gesto, raccontarci generosamente tutto.
Sguardo profetico sul mondo, nel quale tutti noi possiamo ri-conoscerci, ri-specchiarsi.
Per quanto riguarda l’aspetto installativo, era molto importante creare fin dalla vista esterna, dalla vista strada, un segno di discontinuità con la proposta classica di Moretti Gallery.
Senza inutili provocazioni certo, ma con un segno forte visivamente e simbolicamente.
Per questo abbiamo scelto di utilizzare come sfondo del video la versione più contemporanea e più attuale del fondo oro tradizionalmente utilizzato nella pittura medievale, c’est a dire:
l’oro confortevole e confortante delle coperte isotermiche da soccorso.
Quelle stesse coperte che ricoprono i corpi dei tantissimi profughi e rifugiati che sbarcano alle periferie dei nostri imperi, arrivando da territori di guerra, e di fame.
C’è un collegamento evidente fra le periferie del mondo da cui arriva questa gente e le periferie sociali in cui releghiamo ragazzini come quelli che approdano in atelier.