2012 –

Uomini e Profeti a Cervia

Atelier dell'Errore per il Festival di Radio 3 a Cervia

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http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-fff58686-3428-4830-8087-5fc304d7071a.html



Molte delle fatiche che un atelier come il nostro richiede, sono ripagate dalla preziosità delle persone che ti fa incontrare.
Non solo i nostri bambini, i ragazzini, le loro famiglie, storie tutte uguali ma tutte sempre diverse.
L’atelier ci ha fatto incontrare anche personaggi del mondo dell’arte e della cultura da noi sempre ammirati ed amati, Maestri a cui confessare il proprio debito, la propria riconoscenza.
Gabriella l’ho ascoltata in radio la prima volta nel 1994, Uomini e Profeti, monografia in 6 puntate su Simone Weil. Da quell’ascolto, l’Attesa di Dio è il libro che ho sempre al fianco in ogni mio letto.
Nel 2008, Atelier dell’Errore ha 5 anni di lavoro alle spalle, da poco abbiamo iniziato a mostrare i nostri lavori. Fabio, caro amico mio e di Gabriella, mi dice che lei sarà a Bergamo per una conferenza. Rientro da Reggio in fretta e furia e la incontro nell’austero monastero di Fontanella che fu di Padre David.
Con Gabriella è stato legame a prima vista, così come per me lo era stato al primo ascolto.
Già a gennaio del nuovo anno: 2009, Gabriella mi invita a parlare dell’Atelier a Uomini e Profeti.
Da allora con Gabriella ci vediamo con piacere, famiglia con famiglia ogni volta che se ne presenta l’occasione.
In una di queste le racconto del progetto in corso dell’Atelier di illustrare il bel libro di Ermanno Cavazzoni: Guida agli animali fantastici, lei raccoglie veloce e in breve nasce l’idea per un progetto: vi invito a Cevia per il Festival di Radio 3 con Cavazzoni e i bambini dell’atelier sul palco.
Le dico: guarda che noi siamo la Neuropsichiatria Infantile, imprevedibili per definizione, per giunta in radio ad un buco di parole, ad un bianco, come si dice, non c’è rimedio… mi sembra tropo, troppo rischioso.
Lei dice: il senso sta nei tuoi ragazzini su quel palco, sarà bellissimo…. e così via.
Io impaurito, dubito, li conosco bene i miei...Non sai mai come andrà a finire nemmeno uno dei tanti pomeriggi insieme in atelier, immaginati in pubblico e in diretta radiofonica.
Eppure Gabriella aveva ragione.
Ne parlo in atelier. E già lo potevo immaginare: la gita a Cervia, che per loro vuol dire Mirabilandia, nei paraggi, è un occasione che non si vogliono lasciar scappare.
Vado a Cervia per un sopralluogo nei Magazzini del Sale. Un’unica rigorosissima navata cieca in mattone rosso scolpito dal sale, meraviglia da Storia dell’Italia, nei secoli dei secoli.
In atelier di ritorno dico: chi di voi vuole salire sul palco con me, Gabriella e lo Scrittore? Almeno in 35…possibile? Fatta la tara delle mille varianti e complicazioni da qui alla data prevista, rimane un netto di una dozzina abbondante!
Certo, troppo facile e accomodante per noi, pensarli diversi, facilmente accontentabili con un diversivo o giù di lì…invece imparo, giorno dopo giorno, che la loro è una diversità tendente alla nostra sedicente normalità, sono e vogliono essere come voi, sono come tutti noi, e anche con qualche facoltà in più quando si tratta di immaginare mondi in un ambiente strutturato come il nostro, su questo, da questo nasce il nostro atelier.
A questo punto, rotti gli indugi, rilancio: vabbè che siamo in radio, ma lì ci saranno centinaia di persone presenti alla diretta, noi siamo artisti, abbiamo occhi per ri-disegnare ogni volta il mondo, come sfamiamo gli occhi di tutta quella gente lì?
Loro: beh facile…prepariamo delle Cervie!
Che non sono i generici cervidi contemplati dalla Zoologia accademica, bensì animali dai corpi più svariati: volatili, cetacei, molluschi, celenterati, anellidi e protozoi, ognuno armato di protuberanze più o meno cornee che diventano già categoria distintiva….e così via con le storie dall’atelier…
Il giorno previsto i ragazzini e le famiglie arrivano con due pullman da Reggio e da Correggio.
Sembra una gita scolastica ma loro non sono qui come turisti, sono Protagonisti e un pubblico di centinaia di persone li aspetta…
Una volta occupati i Magazzini, sembrano le cavallette d’Egitto, lo scompiglio stempera piano piano i timori sacrosanti degli operatori, eppure quando Piero dalla regia inizia il conto alla rovescia degli ultimi tre minuti prima della diretta, con Gabriella ed Ermanno siamo ammutoliti, stiamo a galla a stento in una confusione che è un mare in tempesta. Mi avessero toccato una spalla dicendomi: tranquillo Luca, è solo un incubo, torna a dormire…beh avrei tirato un sospiro di sollievo e ringraziato il Cielo.
Poi i tre gradini in fila indiana per salire sul palco e l’abbraccio della platea stupita e attenta…
Loro, con quella sprezzatura che in atelier mi incanta ogni volta, trovano posto da soli, sconvolgendo ovviamente tutte le predisposizioni della regia …Eppure, eppure, come succede spesso in atelier, d’incanto tutto incanta, meraviglia delle meraviglie. I ragazzini intervengono, chiosano, incalzano perfino, e tutto conduce in men che non si dica al lunghissimo applauso finale… I complimenti, le fotografie sul palco e una coda di gente per gli autografi...Gli autografi dico, quelli che loro si son sempre ritrovati a chiedere e ricevere buonisticamente, questa volta autografi richiesti a loro stessi sui loro stessi libri dell'atelier....Eppure noi siamo ancora la Neuropsichiatria Infantile….
Grazie ragazzi!

 Luca Santiago Mora

Aprile 2012