2010 –

Energia della Bellezza, Humanitas Gavazzeni, Bergamo

Atelier dell’Errore per Humanitas Gavazzeni. Installazione permanente nel reparto di Radioterapia. Ottobre 2010

01_mg_5031c2.jpg
12_mg_5046c2_copy.jpg
11_mg_6083c2_copy.jpg
10_mg_6097c2_copy.jpg
14_mg_5497c4_copy.jpg
23_mg_5917c2_copy.jpg
img_9014.jpg

Olu​+​Angelo​+​Barbara​+​Giorgia​+​Erik​+​Giulia​+​Alessandro​+​Davide​+​Alex​+​Cecilia​+​Giulia​+​Paola​+​Fabio​+​Valentino​+​Majdi​+​Giacomo​+​Giancarlo​+​Ayoub​+​Antonietta​+​Giovanni​+​Cesare​+​Tommaso​+​Luca​+​Nadine​+​Giulia​+​Matilde​+​Giulia​+​Matilde​+​Marco​+​Antonio​+​Francesca​+​Giulia

Succede in atelier che i segni, su segni, non convergano per tempo in di-segni.
Succede che, presto o tardi, ogni piccolo maestro dubiti della propria facoltà poetica, come sempre accade, come a scuola.
Succede che nemmeno io abbia più energie, stratagemmi, pazienze da schierare.
Succede in atelier che anche un solo insuccesso, una ed una sola sconfitta, sembrerebbe poter dissolvere tutte le magie, in file serrate e belle, di tutti questi anni messi insieme.
Infatti, finisce sempre che l'ultima creatura in arrivo sia sempre la più attesa, l'irrinunciabile, la pecorella che vale abbondantemente le centinaia al sicuro, nell'ovile traboccante di tutte le fatiche spese fino a qua.

Ci si trova così in uno stallo inquieto, di silenzio ostinato o di sussultante sconforto elettrizzato.
La rassegnazione appollaiata sta in agguato.

Temo, in quei momenti, prendo tempo, errando divago, mi appiglio all'improvvisazione, provo a seminar fiducia nell'attesa.
Ma all'attesa non siamo naturalmente conformati, come all'inspiegabile, all'insondabile.
E così, spesso loro scivolano con me nel vuoto, perlopiù agitandosi irrefrenabilmente o intristendo dolcemente, ammutolendo.

Spio nella notte ciò che si farà aurora...

L'inatteso, l'extra-ordinario, si manifesta in cielo come lampo nella notte, che tutto vede, tutto illumina, tutto rivela.
Un lampo può incendiare, può accecare, portare morte o vita. Energia che fotografa l'intorno con dettagli minuziosi che prima erano l'opaco o il cieco.
Occorre trattenere, occorre custodire, l'energia luminosa di quell'istante, l'energia pura del frammento, dell'infinitamente piccolo che è tremendamente grande.
L'ispirazione si fa intuizione, l'intuizione improvvisazione che trascende, il caos si ordina, i segni si di-segnano.

L'accelleratore sta lì, buffo come certe macchine, all'azzardo del tu, appaiono.
Da un paese extra-neo atterra piegando di lato, ti viene incontro per gradi, angoli, ampiezze e inclinazioni. A vista porta un cuore rosso numerale.
Ti porge la mano, ma lui resta insondabile nel suo complesso, dato come ormai la tecnologia è data che tutto avvolge e poco rivela.

Ad un abbraccio come il suo bisogna sapersi affidare, dopo aver diffidato, lasciarsi prendere per mano, credere alla promessa che l'energia dell'invisibile può curare, può creare, può salvare.
Imboccata la via della fiducia, si accende la speranza, illumina ciò che prima c'era ma tu non vedevi, che prima chiamava ma tu non sentivi.
Ora tutto brilla, il disegno si anima, l'errore rinasce, l'uomo guarisce.

Luca Santiago Mora
Agosto 2010